giovedì 26 marzo 2020

Calibro per controllare l'usura della catena

Oggi sveliamo un mistero. Vi spieghiamo come si usa il calibro per verificare l'usura della catena. Il famigerato calibro Rohloff.
Ma è così difficile usarlo? Per niente, solo che, in mano a meccanici disonesti o ignoranti, diventa un'arma per convincervi a cambiare una catena che magari ha davanti a sé ancora anni di onorata carriera. Il meccanico disonesto o ignorante vi parlerà di percentuali di usura, 75% o 100%. E vi dirà che se il nasello entra anche parzialmente, allora la catena è usurata al 75% o al 100% e va cambiata subito. Niente di più falso.
Il calibro ha due lati: il lato A che si usa per pignoni e corone in Alluminio (Alloy) e il lato S che si usa per quelle in Acciaio (Steel). L'alluminio è più delicato e la catena va cambiata quando ogni maglia si allunga di 0,075 mm (meno di un decimo di millimetro, che moltiplicato per il numero delle maglie fa però una bella cifra. L'acciaio invece è più robusto e la catena va cambiata quando ogni maglia si allunga di 0,1 mm (un decimo di millimetro). Ma quando si arriva a queste misure? Quando il lato (A o S) del calibro poggia completamente sulla catena. NON prima. Quindi non fatevi infinocchiare.
Aggiungo di seguito la traduzione del manualetto e le figure originali.
Una catena, anche se ancora perfettamente funzionante, ad un certo punto di usura non combacia più esattamente con la dentatura di ingranaggi e pignoni. Se in questo caso la catena non verrà sostituita con un'altra nuova, pignoni e ingranaggi si consumeranno precocemente, e di conseguenza andranno sostituiti. Con “Rohloff Caliber 2” è possibile individuare in modo veloce e preciso il momento giusto per sostituire la catena.
Applicare “Rohloff Caliber 2” con la tacca su un perno (1) e abbassare il nasello (2) verso la catena. Nel caso di una catena nuova, solo la punta del nasello si inserisce tra i perni (fig.I). Più grande è l'usura, più profondamente il nasello si inserisce tra i perni (fig.II)
Distribuzione in Alluminio / Titanio – Usare il lato “A” (Alloy)
Se il nasello si inserisce completamente, ed il lato “A” poggia per tutta la sua lunghezza sui perni come in figura II, si ha un'usura di 0,075 mm per snodo di catena. In questo caso bisogna sostituire la catena, per proteggere i pignoni di alluminio / titanio da un'usura precoce.
Distribuzione in Acciaio – Usare il lato “S” (Steel)
Se il lato “S” poggia completamente sui perni, si ha un’usura di 0,1 mm per snodo di catena. Sostituire la catena con una nuova, per proteggere i pignoni di acciaio da usura precoce.
“Rohloff Caliber 2” è di acciaio inossidabile temprato e può misurare il grado di usura di tutte le catene 1/2" x 3/32" che sono in commercio. Si prega di trattarlo con cura per avere uno strumento di misurazione preciso e funzionale.



martedì 18 aprile 2017

Come risparmiare 80 euro facendosi in casa le scarpe da bici vintage.


Le scarpe da bici anni '60 / '70 / '80, quelle che si utilizzano nelle ciclostoriche, sono diventate ormai introvabili e quindi carissime. Se si è fortunati si trovano delle taglie 39 oppure delle 46, i numeri intermedi sono impossibili ta trovare, almeno a prezzi umani.

Sappiate che è possibile costruire in casa delle scarpe da bici vintage, basta un po' di fantasia e tanta pazienza.

Passo 1 - Trovare delle normali scarpe di aspetto vintage, meglio se con la suola in cuoio. Io sono stato fortunato, le ho trovate in soffita, erano scarpe che non mettevo da almeno 10 anni.


Passo 2 - Studiare delle vere scarpe vintage e progettare il disegno dei fori da fare sulle nostre scarpe. Un aiuto può venire dal computer, basta una foto e con un programma di fotoritocco (paint va benissimo) provare vari disegni finché non si è soddisfatti.

Vere scarpe vintage



Il nostro progetto realizzato al computer


Passo 3 - Con una penna riportare sulle scarpe il disegno scelto. La distanza tra i vari fori deve essere di almeno 1 cm.


Passo 4 - Forare. Lo strumento da usare è un trapano per carta Zenith o un set di fustelle per cuoio.








La prima scarpa finita


Lavoro completato







Collaudo effettuato, le scarpe (ancora impolverate) vanno benissimo.

venerdì 30 dicembre 2016

Curva Piega Manubrio non entra nella Pipa Attacco Manubrio

Capita spesso che la Curva / Piega Manubrio non entri facilmente nella Pipa / Attacco Manubrio.
Di solito ci si arma di cacciavite piatto e si fa leva per cercare di allargare il più possibile il diametro della pipa. Il problema è che bisogna farlo mentre si spinge la curva / piega. 
Servirebbero almeno 3 mani.

Ecco un metodo semplice per riuscire a completare l'operazione senza rischiare di graffiare il nostro manubrio nuovo.

Occorrente:
Un bulloncino, meglio se con testa a brugola
(deve avere diametro uguale o più piccolo della vite di serraggio della pipa)
un dado con la stessa filettatura del bulloncino
una rondella oppure un dischetto metallico o una moneta
una chiave adatta alla testa del bulloncino
una chiave adatta al dado

Per allargare il diametro della pipa basta smontare completamente il bulloncino di serraggio e inserire al suo posto quello del nostro kit. 
Avvitare il dado come in figura e mettere in basso la rondella o la moneta.
Avvitare il bulloncino fermando il dado con la chiave. 
In questo modo il bulloncino non può entrare nella parte bassa della pipa ma viene fermato dalla rondella.
Quindi più si avvita e più la pipa si allarga. Attenti a non esagerare...




sabato 21 novembre 2015

Montaggio del contachilometri Huret Multito

Il Multito Sachs Huret è uno dei primi contachilometri meccanici per bici. E' stato prodotto fino agli anni 80 prima di essere soppiantato dai modelli elettronici, molto più pratici e precisi.
Essendo meccanico, si montava direttamente sull'asse del mozzo anteriore ed era ad esso collegato attraverso una cinghia di trasmissione in gomma (in pratica, un o-ring).



Nelle seguenti immagini troverete le istruzioni per il montaggio.






lunedì 27 luglio 2015

Costruire una chiave a frusta per smontaggio pacco pignoni

Può capitare di non avere a disposizione una chiave a frusta e di dover smontare urgentemente un pacco pignoni della bici. Ci sono vari modi alternativi che permettono di farne a meno, come p.e. bloccare con le mani il pacco pignoni (aiutandosi con uno straccio) oppure inserendovi di traverso un cacciavite, anche se in tal modo si rischia di farsi male o di piegare i raggi.

Ecco qui invece, come costruire velocemente e senza troppa fatica una chiave a frusta fai da te.

Partiamo da una professionale e cerchiamo di copiarla:

e anche:


Come si può vedere, si tratta di una piastra metallica con 3 buchi attraverso i quali sono fissati 2 spezzoni di catena. Lo spessore deve essere tale che la piastra possa essere inserita nella catena. In tal modo i piolini, passando attraverso i buchi e stretti con lo smagliacatena, permettono l'assemblaggio degli spezzoni alla piastra.

Se si usa una catena per 9 rapporti lo spessore della piastra deve essere 4 mm o poco di più. 5 mm già sono troppi. La lunghezza della piastra deve essere di almeno 30 cm per poter lavorare comodamente e ottenere un buon braccio di leva. La larghezza deve essere di almeno 2 / 3 cm e non superiore ai 5, altrimenti diventa troppo ingombrante.

Il primo buco deve essere fatto in prossimità di uno spigolo a circa 7 mm dal bordo laterale. Il primo spezzone di catena deve essere composta da 3 maglie grandi e 2 maglie piccole. L'interasse tra 2 buchi su una maglia è di 1,3 cm (mezzo pollice), quindi per poter inserire le 5 maglie dovremmo considerare 5 interassi. Ma siccome vogliamo mantenere un po' di lasco ci bastano 4 interassi, quindi: 4 x 1.3 = 5,2 cm. Il secondo buco deve quindi essere fatto a 5,2 cm dal primo e sempre a circa 7 mm dal bordo.

Le due chiavi professionali in alto utilizzano 2 diversi espedienti per facilitare l'aggancio tra denti e maglie della catena, la prima una sagomatura ad arco, la seconda una rastrematura lineare. Entrambe sono valide. Per l'uso saltuario che faremo noi della chiave basta quel po' di lasco che abbiamo previsto e non c'è bisogno di ulteriori affinamenti. Cio non toglie che se uno vuole si può armare di lima o di mola e imitare una delle due chiavi in figura...

Il secondo spezzone di catena deve essere di almeno 6 / 7 maglie e deve essere fissato ad una distanza di 1,3 cm dal primo spezzone. L'altra estremità deve essere lasciata libera, da qui il nome di frusta...

Quindi:
primo buco presso uno spigolo a 7 mm dal bordo
secondo buco a 5,2 cm dal primo buco e sempre a circa 7 mm dal bordo
terzo buco a 1,3 cm dal secondo buco e sempre a circa 7 mm dal bordo

I buchi devono avere un diametro poco superiore ai 4 millimetri, quello dei piolini della catena. Usare prima una punta da 2 e poi ripassare con una da 4 mm.

Ecco lo schema da seguire:

Le misure sono date volutamente in cm e non vanno intese come valori da prendere alla lettera, c'è una lieve tolleranza, in caso di piccoli scarti la funzionalità rimane comunque assicurata.

Con lo smagliacatena si ottengono i due spezzoni di 3 e 7 maglie complete avendo l'accortezza di lasciare attaccati i piolini, senza farli saltare completamente, anzi lasciandoli inseriti ancora per un paio di millimetri. Questo faciliterà la fase successiva di assemblaggio degli spezzoni di catena alla piastra.
Si inserisce la piastra metallica nella catena e poi, con un martelletto, si fanno rientrare per bene i piolini assemblando il tutto. In questa fase non è più possibile usare lo smagliacatena in quanto la piastra non riesce ad adattarsi. In alternativa al posto dei piolini si possono usare dei bulloncini oppure dei chiodi opportunamente ribaditi.

Il risultato dovrebbe essere simile a questo:



Come si vede, utilizzando una vecchia camera d'aria ho rifinito il lavoro realizzando una confortevole impugnatura.

Inoltre ho fatto anche una versione diversa. Cercando nel ripostiglio ho trovato un barra metallica cava a sezione rettangolare di dimensioni 2 x 0,8 cm. Ho pensato quindi di utilizzare questa per la costruzione della frusta.
Ovviamente lo spessore di 0,8 cm era troppo elevato per inserire la barra nella catena e non era nemmeno possibile limarla, per cui ho pensato di inserire la catena esternamente facendo lavorare i pioli a sbalzo. Per il fissaggio ho utilizzato dei bulloncini di circa 3 mm di spessore, avrei potuto (e forse lo farò) utilizzare dei chiodi opportunamente ribaditi.

Il diametro dei buchi e le loro distanze rimangono invariati, con la differenza che realizzarli è stato un attimo, la barra cava si è fatta forata come il burro...

ecco il risultato:

intera



particolare 1




particolare 2


Un vantaggio del sistema a sbalzo è che non c'è bisogno di sagomare la barra per favorire l'aggancio tra denti e maglie della catena, le tre maglie hanno la possibilità di curvarsi e di avere quindi tutto il gioco necessario...

L'ho provata subito dopo la costruzione e funziona perfettamente!!!

Rimozione di tutto il Pacco Pignoni Regina CX e BX


E' possibile rimuovere tutto il complesso Ruota Libera/pignoni, per pulizia, manutenzione del mozzo, sostituzione della ruota libera usurata, ecc.
Si agisce utilizzando l'apposito estrattore.

Attrezzi necessari:

estrattore per Ruote Libere Regina
morsa da banco
bacinella
pennellino
spazzolino da denti

inoltre:
sgrassatore spray (va benissimo quella da 1 euro del discount, non serve spendere 10euro per sgrassatori fatti apposta per la bici e raccomandatissimi da famosi forum. I meccanici non li hanno mai usati, al massimo usano il gasolio.)
Svitol, WD40 o prodotto similare
grasso al litio

Il complesso Ruota Libera/Pacco Pignoni Regina ha una filettatura interna che ingaggia su una analoga del mozzo posteriore.




Smontare tutto il pacco pignoni è un'operazione molto semplice da descrivere ed altrettanto semplice da effettuare. Tuttavia senza morsa è praticamente impossibile da portare a termine. Anni e anni di pedalate hanno fortemente serrato i due componente, quasi al punto da cementarli.

Si lavora ovviamente con il mozzo ancora fissato alla ruota attraverso i raggi.
Questo è fondamentale per poter agire con la necessaria forza.
I pignoni possono essere stati precedentemente rimossi oppure lasciati in sede. Il procedimento non cambia.

La parte alta della Ruota Libera ha, come si vede in foto, una ghiera nella quale si può infilare l'apposito estrattore.


Estrattore Regina



Dedicare particolare attenzione alla scelta dell'estrattore, alcuni di questi hanno il diametro interno troppo piccolo e non permettono il passaggio dell'asse del mozzo. In tal caso per operare è necessario smontare anche quest'ultimo, approfittando per fare una veloce manutenzione. Per cui, prima di inserire l'estrattore nella morsa, verificare che entri nella Ruota Libera. (Se l'estrattore non entra avete 2 scelte, smontare l'asse del mozzo o cambiare estrattore, scegliendone uno con il diametro interno più grande.)

estrattore inserito


Inserire l'estrattore nella morsa con il dado verso il basso e il millerighe verso l'alto. Serrare a fondo.
Posizionare la ruota facendo penetrare bene il millerighe dell'estrattore dentro il corpetto della Ruota Libera, nelle apposite scanalature.

Afferrare la ruota in due punti opposti del cerchio e girarla in senso antiorario (come per svitare), facendo forza con entrambe le braccia. Dopo una iniziale resistenza il pezzo comincerà a cedere, svitandosi.
In caso di grossa difficoltà, usare il solito Svitol spruzzandolo sulla filettatura del mozzo.

Se non si ha a disposizione una morsa da banco, si può provare ad usare una chiave a cricchetto con una bussola di adeguate dimensioni. Allungare la leva del cricchetto utilizzando un tubo sufficientemente lungo.


Una volta smontato il componente è possibile pulirlo utilizzando lo sgrassatore oppure un po' di petrolio. Per una manutenzione veloce e poco impegnativa si può lasciare tutto il pezzo a bagno nel petrolio, fare sgoccciolare per bene e successivamente lubrificare facendo filtrare attraverso le fessure della Ruota Libera dell'olio spray al teflon, oppure olio per auto.

Per rimontare il pacco pignoni basta riavvitarlo sul mozzo dopo aver steso un velo di grasso sulla filettatura. Avvitare prima a mano e successivamente con una chiave a frusta. La seconda frusta non serve, snche in questo caso ci aiuta il meccanismo della ruota libera.
Non è necessario stringere a morte, il pacco pignoni si autoserra pedalando.

Questo procedimente è valido sia per Ruote Libere Regina CX che BX, l'estrattore è lo stesso.
Per altri tipi di Ruote Libere cambia solo l'estrattore.

Revisione Ruota Libera Regina CX


In questo articolo vedremo come aprire il corpetto della ruota libera e come revisionare le sfere e il meccanismo a cricchetto.


Attrezzi necessari:
martello
punteruolo (in mancanza, si può usare anche un chiodo d'acciaio)
pinzette
cacciavite calamitato o magnete
pennellino o cotton fioc
bicchierino di plastica o analogo contenitore
colino da the o simili
vaschetta per contenere i pezzi
spazzolino da denti usato
stracci vari e carta cucina

inoltre:
sgrassatore spray (va benissimo quella da 1 euro del discount, non serve spendere 10 euro per sgrassatori fatti apposta per la bici e raccomandatissimi da famosi forum. I meccanici non li hanno mai usati, al massimo usano il gasolio.)
Svitol, WD40 o prodotto similare
grasso al litio (o di altro tipo, meno denso)
Sulla scelta del grasso si potrebbe discutere a lungo, alcuni usano solo dell'olio denso, altri un grasso molto fluido. Il tutto per rendere più scorrevole la Ruota Libera.
Stiamo parlando però di pezzi che hanno oltre 30 anni di vita, a volte molto usurati. Forse è meglio trascurare un po' la scorrevolezza e privilegiare invece l'integrità delle piste.


Si lavora con il corpetto messo a nudo ma ancora fissato alla ruota. Almeno i primi due pignoni devono essere stati già smontati.

Tenere la ruota verticale per terra, mettere il punteruolo come in figura, su uno dei due buchini della ghiera/tappo.



Avvertenza importante: la filettatura della ghiera è sinistrorsa, per svitare bisogna agire come se invece si volesse avvitare, quindi in senso orario.

Girare la ruota in modo tale da avere i buchini sulla stessa orizzontale, così si lavora più facilmente.
Orientare il punteruolo in maniera tangenziale. Non vogliamo piantare un chiodo, vogliamo far girare il tappo, quindi la punta deve agire sul bordo del buchino e non sul centro.
Battere con forza il martello finchè il tappo non comincia a girare. Appena questo avviene girare la ruota in modo tale da stare sempre nella posizione migliore per lavorare. Si può anche agire alternativamente su entrambi i buchi.
Se proprio non si riesce a svitare la ghiera provare a versare nelle fessure un po' di svitol e lasciarlo agire per un po'.

Quando la ghiera gira senza difficoltà mettersi su un piano di lavoro, avere cura di posizionare sotto la ruota uno straccio bianco per raccogliere le sfere che dovessero cadere.

Lavorando solo con il punteruolo o col chiodo (il martello non dovrebbe più servire), finire di svitare la ghiera.
Si dovrebbe arrivare alla situazione in foto, con il primo strato di sfere a vista, magari senza grasso che di solito si è consumato.



Con il cacciavite calamitato o con il magnete estrarre tutte le sfere e metterle nel bicchiere di plastica. Dovrebbero essere 32.
Tirare verso l'altro il corpetto della Ruota Libera, sullo straccio cadranno le 40 sfere del secondo strato. Fare attenzione che non rimbalzino e cadano a terra.
Per evitare questo si può compiere l'operazione mettendo uno straccio sulla ruota libera e quindi rovesciare tutta la ruota sul tavolo. Estrarre il corpetto dalla ruota rovesciata.

La situazione dovrebbe essere quella in foto con a vista la filettatura della ghiera, la seconda pista per le sfere e i due doppi cricchetti (castagnette) ancorati con delle molle.



Contare le sfere, dovrebbero essere 72 di diametro 1/8" (3,17 mm). Eventualmente recarsi in un negozio e comprare quelle mancanti o danneggiate.
Costano pochi centesimi l'una.

Estrarre anche 2 rasamenti (rondelle molto sottili) e un distanziale tronco-conico che si trovano subito sotto dove era posizionata la ghiera.
I rasamento sono di due diverse misure, uno più largo (va in basso) e uno più stretto, va in alto. Il distanziale tronco-conico va in mezzo, con la parte più larga rivolta verso il basso.

In foto ghiera, rasamenti, distanziale e sfere.



Ed ecco il corpetto, una volta estratto e ripulito, notare all'interno la pista per le sfere e le zigrinature che ingaggiano i cricchetti.




Lavare bene i vari pezzi con lo sgrassatore, lavare bene anche la parte rimasta fissata alla ruota, sempre con sgrassatore e spazzolino.

Esaminare bene le piste delle sfere, dovrebbero avere solo il segno dello sfregamento e non buchi (i cosiddetti crateri). In caso di piste particolarmente danneggiate è necessario sostituire tutta la ruota libera.

Per rimontare i vari ingranaggi basta seguire le istruzioni andando a ritroso.
Ricordare che:
  • è necessario mettere un velo di grasso sulle piste delle sfere e sulla filettatura della ghiera
  • le sfere sono 40 sotto e 32 sopra
  • il rasamento più largo va in basso e quello più stretto va in alto
  • in mezzo ci va il distanziale tronco-conico, con la parte più larga rivolta verso il basso.



Col pennellino mettere un velo di grasso sulla pista e sulla filettatura.
Disporre le 40 sfere sulla pista bassa, il grasso dovrebbe tenerle in posizione. Si possono utilizzare le mani oppure la pinzetta, quest'ultima sarà invece indispensabile per rimettere in posizione quelle cadute.
Rimettere a posto anche rasamenti e spessore tronco-conico.
Nella foto è evidenziata la loro posizione.



Mettere un velo di grasso anche sulla pista bassa del corpetto e posizionarlo sulla ruota libera.
L'operazione dovrebbe essere abbastanza agevole. In caso di difficoltà il trucco è quello di usare un filo da sarto per stringere i cricchetti. A corpetto montato ricordarsi di estrarre piano piano il filo senza combinare danni.


Corpetto montato


Mettere un velo di grasso anche sulla pista alta del corpetto e  posizionare il primo strato di sfere, sono 32 e stavolta il lavoro è molto più agevole.



Ingrassare leggermente anche la pista sulla ghiera e riavvitarla a mano, ricordarndosi che la filettatura è inversa e occorre quindi agire in senso antiorario (come per svitare). Durante tale operazione ruotare anche il corpetto per evitare l'accavallamento delle sfere.
Finire il lavoro utilizzando punzone e martello fino ad avere completamente bloccato la ghiera.

ed ecco il lavoro finito





Per lo smontaggio della Ruota Libera Regina BX non ci sono differenze sostanziali rispetto alla CX. Per cui questa guida è utilizzabile anche per tale componente.

Rimozione pignoni Ruota Libera Regina CX



Attrezzi necessari:
2 chiavi a frusta
pennellino
vaschetta per contenere i pezzi
spazzolino da denti usato
stracci vari e carta cucina

inoltre:
sgrassatore spray (va benissimo quella da 1 euro del discount, non serve spendere 10 euro per sgrassatori fatti apposta per la bici e raccomandatissimi da famosi forum. I meccanici non li hanno mai usati, al massimo usano il gasolio.)
Svitol, WD40 o prodotto similare
grasso al lito

Tenendo la ruota verticale applicare le 2 chiavi a frusta come nel disegno




In pratica la frusta più interna deve agire sul pignone più grande bloccandolo (quindi bisogna far forza in senso orario). La seconda frusta invece deve agire sul pignone più piccolo e in senso antiorario (deve svitare).
Per fare da soli è preferibile mettere le chiavi come in figura (ore 10 e 10 oppure 10 e un quarto), bloccando il pignone più grande con la mano sinistra e svitando il più piccolo con la destra.



Le chiavi a frusta della foto sono autocostruite, il braccio di leva è molto lungo e funzionano meglio di quelle industriali. (vedi articolo)

Fare forza con la mano destra e contemporaneamente bloccare l'altra leva con la sinistra, dopo un po' il pignone si allenta.
Se non si riesce a svitare ci si può far aiutare da un amico. Una leva per uno e tutto diventa più semplice.
In caso di pignoni particolarmente ostinati provare a spruzzare un po' di Svitol tra primo e secondo pignone e tra secondo e terzo lungo tutta la circonferenza e lasciare agire per un po', quindi riprovare.
Può capitare che insieme al primo venga via anche il secondo pignone, i due ingranaggi sono infatti avvitati tra di loro. Non è un problema, le operazioni di manutenzione si possono fare anche così.
Man mano che smontate i vari pignoni metteteli in una bacinella. Eviterete di perdere qualche pezzo e saranno pronti per il successivo lavaggio.



Una volta tolto il primo pignone ripetere l'operazione con il secondo. Lasciare la prima frusta sul pignone più grande e spostare l'altra sul secondo.

Primo e secondo pignone svitati



Il terzo pignone non ha filettatura e quindi non è avvitato, è semplicemente inserito in un'apposita calettatura a tre incavi. Vedi foto, nei cerchi rossi sono evidenziati gli incavi.
Per rimuoverlo basta quindi tirarlo verso l'esterno.



Terzo pignone estratto



Il quarto pignone è di nuovo filettato.
Ripetere l'operazione utilizzata per il secondo pignone. Lasciare la prima frusta sul pignone più grande e spostare l'altra sul quarto.



Il quinto ed il sesto pignone non sono filettati. E' possibile rimuoverli come fatto con il terzo. Tra i due pignoni è posizionato l'unico distanziale di questo pacco pignoni. Occhio a non perderlo. Nella foto sono evidenziati gli incavi e anche quelli che alloggiavano il terzo pignone.




Quinto pignone tolto.



Rimozione del distanziale.



L'ultimo pignone



Se l'ultimo pignone stenta a venire via, non disperate, dopo un po' di tentativi seguirà tutti gli altri.

Il corpetto messo a nudo. Notare le due diverse filettature per i pingoni 2 e 4 e gli incavi per i pignoni 3, 5 e 6.



A questo punto le operazioni di smontaggio sono concluse.
I vari pignoni e il distanziale sono nella bacinella ed è possibile pulirli utilizzando lo sgrassatore e lo spazzolino. Infine risciacquarli in acqua corrente e asciugarli con uno straccio.
Per pulirli più velocemente si può usare un pennellino ed un po' di gasolio, ma oltre ad inquinare si produce una puzza tremenda.

Per rimontare i vari ingranaggi basta seguire le istruzioni andando a ritroso.
Ricordare che:
  • i pignoni più grandi sono quelli più interni
  • le lettere incise indicanti il numero dei denti devono essere visibili, per cui vanno verso l'esterno della ruota
  • ultimo e penultimo pignone non sono filettati e che tra di loro ci va il distanziale
  • il quarto pignone è filettato e il terzo no
  • il secondo è filettato e il primo si avvita sul secondo.

Prima di rimontare i pignoni mettere un velo di grasso sulle filettature.
I tre pignoni filettati vanno prima avvitati a mano, stringerli infine usando una sola frusta e agendo in senso orario (come per avvitare). La seconda frusta non serve, in questo caso ci aiuta il meccanismo della ruota libera.
Non è necessario stringere a morte, i pignoni si autoserrano pedalando.

Istruzioni per Regina BX